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	<title>EquOnLine &#187; effetto serra</title>
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		<title>La bistecca fa male alla terra &#8211; L&#8217;effetto serra ci cambia la dieta</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 13:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La produzione di bestiame mondiale è responsabile di più gas dell&#8217;intero sistema dei trasporti; il consumo di carne raddoppierà entro il 2050, se non varieremo l&#8217;alimentazione. di MARK BITTMAN NEW YORK &#8211; Un cambiamento epocale nell&#8217;uso di una risorsa che si dà  per scontata potrebbe essere imminente. No, non si tratta di petrolio, ma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://equonline.com/notizie/la-bistecca-fa-male-alla-terra-leffetto-serra-ci-cambia-la-dieta/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p><a class="highslide" href="http://equonline.com/files/2008/01/bistecca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-677" src="http://equonline.com/files/2008/01/bistecca.jpg" alt="" width="230" height="170" /></a>La produzione di bestiame mondiale è responsabile di più gas dell&#8217;intero sistema dei trasporti; il consumo di carne raddoppierà entro il 2050, se non varieremo l&#8217;alimentazione.</p>
<p><em>di MARK BITTMAN</em></p>
<p><em> </em><br />
<strong>NEW YORK</strong> &#8211; Un cambiamento epocale nell&#8217;uso di una risorsa che si dà  per scontata potrebbe essere imminente. No, non si tratta di petrolio, ma di carne. Come il petrolio anche la carne è soggetta a una domanda crescente a mano a mano che le nazioni diventano più ricche e ciò ne fa salire il prezzo. E come il petrolio anche la carne è qualcosa che tutti sono incoraggiati a consumare in quantità minori. La domanda globale di carne si è letteralmente impennata negli ultimi anni, sulla scia di un benessere crescente, alimentata dal proliferare di vaste operazioni di alimentazione forzata di animali d&#8217;allevamento. Queste vere e proprie catene di montaggio della carne, che partono dalle fattorie, consumano quantità smisurate di energia, inquinano l&#8217;acqua e i pozzi, generano significative quantità di gas serra, e richiedono sempre più montagne di mais, soia e altri cereali, un fatto che ha portato alla distruzione di vaste aree delle foreste pluviali tropicali.</p>
<p>Proprio questa settimana il presidente brasiliano ha annunciato provvedimenti di emergenza per fermare gli incendi controllati e l&#8217;abbattimento delle foreste pluviali del Paese per creare nuovi pascoli e aree di coltura. Negli ultimi cinque mesi soltanto, ha fatto sapere il governo, sono andate perse 1.250 miglia quadrate di foreste.</p>
<p>Nel 1961 il fabbisogno complessivo di carne nel mondo era di 71 milioni di tonnellate. Nel 2007 si stima che sia arrivato a 284 milioni di tonnellate. Il consumo pro-capite di carne è più che raddoppiato in questo arco di tempo. Nel mondo in via di sviluppo è cresciuto del doppio, ed è raddoppiato in venti anni. Il consumo mondiale di carne si prevede che sia destinato a raddoppiare entro il 2050.<br />
<span id="more-113"></span></p>
<p><!--inserto--></p>
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<p><!--/inserto-->Produrre carne comporta il consumo di tali e tante risorse che è una vera impresa citarle tutte. Ma si consideri: secondo la Fao, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, le terre destinate all&#8217;allevamento del bestiame costituiscono il 30 per cento delle terre emerse non ricoperte da ghiacci del pianeta. Questa stessa produzione di bestiame è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra della Terra, più di quelle emesse dai trasporti nel loro complesso. Uno studio dello scorso anno dell&#8217;Istituto nazionale di scienze dell&#8217;allevamento in Giappone ha stimato che ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell&#8217;equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l&#8217;energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.</p>
<p>Cereali, carne e perfino energia sono collegati tra loro in un rapporto di interdipendenza che potrebbe avere spaventose conseguenze. Benchè circa 800 milioni di persone di questo pianeta soffrano la fame o siano affette da malnutrizione, la maggior parte dei raccolti di mais e soia coltivati finiscono a nutrire bestiame, maiali e galline. Ciò avviene malgrado un&#8217;implicita inefficienza: per produrre le stesse calorie assimilate tramite il consumo di carni di bestiame allevato e il consumo diretto di cereali occorrono da due a cinque volte più cereali, secondo quanto afferma Rosamond Naylor, docente associato di economia all&#8217;università di Stanford. Nel caso di bestiame allevato negli Stati Uniti con cereali questo dato deve essere moltiplicato ancora per dieci. Negli Stati Uniti l&#8217;agricoltura praticata per soddisfare la domanda di carne contribuisce, secondo l&#8217;Agenzia per la Protezione Ambientale, a circa tre quarti dei problemi di qualità dell&#8217;acqua che caratterizzano i fiumi e i corsi d&#8217;acqua della nazione.</p>
<p>Considerato poi che lo stomaco delle bestie allevate è fatto per digerire erba e non cereali il bestiame allevato a livello industriale prospera soltanto nel senso che acquista peso rapidamente. Questo regime alimentare ha reso possibile allontanare il bestiame dal suo ambiente naturale e incoraggiare l&#8217;efficienza dell&#8217;allevamento e della macellazione in serie. E&#8217; tuttavia una prassi che provoca problemi di salute tali che la somministrazione di antibiotici è da ritenersi usuale, al punto da dar vita a batteri resistenti agli antibiotici.</p>
<p>Questi animali nutriti a cereali contribuiscono oltre tutto a una serie di problemi sanitari tra gli abitanti più benestanti del pianeta, quali malattie cardiache, alcuni tipi di cancro e diabete. La tesi secondo cui la carne fornisce un apporto proteico è giusta, purchè le quantità siano limitate. L&#8217;esortazione americana quotidiana a consumare carne &#8211; del tipo &#8220;guai a te se non mangi la bistecca&#8221; &#8211; è negativa.</p>
<p>Che cosa si può fare? Risposte facili non ce ne sono. Tanto per cominciare occorre una migliore gestione degli sprechi. A ciò contribuirebbe l&#8217;abolizione dei sussidi: le Nazioni Unite stimano che questi costituiscono il 31 per cento dei guadagni globali dell&#8217;agricoltura. Anche migliori tecniche di allevamento sarebbero utili. Mark W. Rosengrant, direttore della tecnologia ambientale e della produzione presso l&#8217;istituto senza fini di lucro International Food Policy Research afferma: &#8220;Occorrerebbe investire nell&#8217;allevamento e nella gestione del bestiame, per ridurre la filiera necessaria a produrre un livello qualsiasi di carne&#8221;.</p>
<p>E poi c&#8217;è la tecnologia. Israele e Corea sono tra i Paesi che stanno sperimentando tecniche di sfruttamento delle scorie e del letame animale per generare elettricità . Altro suggerimento utile potrebbe essere quello di far ritorno al pascolo. Mentre la domanda interna di carne è ormai uguale ovunque, la produzione industriale di bestiame è cresciuta due volte più rapidamente dei metodi di base di sfruttamento delle terre, secondo quanto risulta alle Nazioni Unite. I prezzi reali di carne bovina, di maiali e pollame si sono mantenuti costanti, forse sono perfino scesi, per 40 anni e più, anche se ora stiamo assistendo a un loro aumento di prezzo. Se i prezzi elevati non costringono a cambiare le abitudini alimentari, forse sarà tutto l&#8217;insieme &#8211; la combinazione di deforestazione, inquinamento, cambiamento del clima, carestia, malattie cardiache e crudeltà sugli animali &#8211; a incoraggiare gradualmente qualcosa di molto semplice: mangiare più vegetali e meno animali.<br />
Nel suo studio del 2006 sull&#8217;impatto dei consumi di carne sul pianeta, intitolato &#8220;La lunga ombra del bestiame&#8221;, la Fao dice: &#8220;E&#8217; motivo di ottimismo prendere atto che la domanda di prodotti animali e di servizi ambientali sono in conflitto tra loro ma possono essere riconciliate&#8221;. Gli americani, in effetti, stanno comprando sempre più prodotti eco-compatibili, scegliendo carni, uova e latticini prodotti con metodi sostenibili. Il numero dei prodotti e dei mercati di questo tipo si è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni.</p>
<p>Se gli attuali trend continueranno, invece, la carne diventerà una minaccia più che un&#8217;abitudine. Non diventerebbe del tutto insolito consumare carne, ma proprio come i SUV dovranno cedere il passo a vetture ibride, l&#8217;epoca dei 220 grammi al giorno di carne sarà giunta alla fine. Forse, dopotutto, non sarà  poi così drammatico.<br />
<em>(copyright The New York Times)<br />
<!-- do nothing -->(Traduzione di Anna Bissanti)</em><br />
<!-- do nothing --><!-- fine TESTO --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->28 gennaio 2008<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p>vedi articolo originale <a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/ambiente/bistecca-terra/bistecca-terra/bistecca-terra.html" target="_blank">http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/ambiente/bistecca-terra/bistecca-terra/bistecca-terra.html</a></p>


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